La lezione delle elezioni

Un numero grandissimo di elettori non ha più fiducia nelle proposte tradizionali della politica italiana. Il centrodestra perde la metà dei voti, il centrosinistra quasi un terzo, UDC e IDV spariscono.

La fuga dal centrodestra non sorprende, piuttosto che ancora più di un quarto degli elettori continui a votarli. A parte lo zoccolo duro di fans incondizionati e quelli che si bevono i pretesti e le incredibili promesse, ci sono ancora molti che temono un governo di sinistra, associato all’idea di più tasse, più spesa, più politica, più crisi.

Il centrosinistra non solo non attrae nessuno tra i milioni in fuga dalla destra, ma perde anche una fetta enorme dei propri elettori. Evidentemente anche a sinistra la vecchia politica (anche la propria) comincia a essere vista più come un problema che una soluzione.

Il Movimento 5 Stelle canalizza l’insoddisfazione, ma si trova poi di fronte alle sue contraddizioni: la scarsa democraticità, la confusione di idee e l’assenza di un progetto politico. Andati lì per fare opposizione, si trovano impreparati ad assumersi responsabilità di governo.

Un altro fatto: gli elettori convergono sui grandi partiti, a scapito dei piccoli, che dentro o fuori dalle coalizioni, quasi spariscono.

E infine la riprova che questa legge elettorale e questa forma di governo non sono in grado di garantire né governabilità né alternanza.

E ora? Di tornare a votare subito con lo stesso sistema non vedo proprio il senso. Ci si inventi almeno un governo per sei mesi o un anno e si approfitti il tempo per fare alcune essenziali riforme politiche: cambiare la legge elettorale, la forma di governo, il Senato, ridurre il peso e l’opacità della politica, avviare qualche riforma economica sotto il segno dell’efficienza e dell’equità.

E poi? Da dove verrà il nuovo? La destra è bloccata da Berlusconi, il centro di Monti non ne ha le forze, il M5S è bloccato da Grillo. Il centrosinistra? Si può solo sperare che il brutto colpo faccia saltare il tappo e la rottamazione di idee e personale la facciano sul serio, stavolta. L’unico che può riaprire i giochi per le prossime non lontane elezioni è Renzi, se glielo lasciano fare, lanciando un’offerta politica nuova a tutto campo, con proposte convincenti che raccolgano il consenso di tanti, a sinistra, al centro, a destra e fuori, che vogliono cambiare ma non sanno come.

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