Alè-italia!

alitalia-logo 5 miliardi di euro bruciati (a spese dei contribuenti italiani) non erano sufficienti. Non vorrete mica togliere gli aeroplanini dalle mani dei politici, banchieri, sindacalisti e affaristi vari che si divertono tanto a giocarci? Questa volta però era dura trovare un altro compagno di giochi con dei soldi da spendere (quelli che hanno gli aerei veri non li vogliamo, che poi non ce li lasciano pilotare). Avevano chiesto alle Ferrovie, ma quelli giocano coi trenini. Però cerca, cerca, la larga intesa, cioè la soluzione, l’abbiamo trovata: a salvare gli aeroplanini questa volta saranno nientepopodimeno che le Poste Italiane! Sì, le Poste italiane (società controllata al 100% dal Ministero dell’Economia).  Direte: che c’entrano le Poste con gli aerei? Ma insomma, non vi ricordate più della ‘posta aerea’? Poi le Poste una compagnia aerea ce l’hanno già, ma è piccolina (e anche in perdita, quindi se ne intendono), così le lettere da Roma a Milano arriveranno prima. Poi le Poste mica si occupano più di posta: l’80% dei soldi li fanno coi servizi assicurativi e finanziari. E poi, dopo tutto, che c’entrano con gli aerei i nostri coraggiosi azionisti Alitalia (come il padrone dell’Ilva, la nota fabbrica di acciaio e tumori di Taranto, che purtoppo ha pure bisogno di essere ‘salvata’)? E se per un attimo avete pensato che di aerei ce ne sono tanti altri in giro (come anche di postini), e che lo Stato potrebbe occuparsi di cose più essenziali, allora non avete proprio capito: non vorrete mica lasciare gli aerei e i francobolli alla mercè della concorrenza e del mercato, come le maglie che comprate nelle bancarelle in piazza? Non sia mai che qualcuno li gestisca con la finalità di ricavarne un profitto! Invece con la tutela dei nostri ministeri, fondazioni bancarie, amministratori pubblici e monopolisti privati, siamo sicuri che non si correrà il rischio: le aziende in questione saranno gestite con obiettivi di carattere sociale, nel senso che tutti i mancati profitti – ovvero le malaugurate perdite – saranno equamente socializzate tra tutti i cittadini che pagano le tasse. Come faremo con la TAV e tante altre belle opere. E se un domani ci fosse da salvare anche le Poste, non vi preoccupate, qualche altra azienda pubblica o qualche costruttore, con l’aiuto del governo, si farà avanti, e la catena di Sant’Antonio continuerà… Alè-Italia!

(vedi anche “Alitalia, un ‘pacco’ postale” e “Alitalia, c’è posta per te”)

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